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IN PRIGIONE IN KENIA PER DELLE ARMI GIOCATTOLO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 15 ottobre 2007

Dal sito di Mi Manda RAI tre RAI.

francesco-luca Di Luigi Mastropaolo
Francesco Papa
, operatore cinematografico, racconta l’incredibile storia vissuta la scorsa estate in Kenya. Durante le riprese di un film, Francesco e il suo collega Silvano Scasseddu, vengono prelevati dalla polizia e messi in stato di fermo. L’accusa è pesante: importo illegale di armi. L’equivoco è però presto spiegato: la Dania film, società di produzione cinematografica, aveva fatto richiesta di alcuni visti per  il transito di armi vere, ma non per quelle giocattolo che erano utilizzate sul set e per la legge keniota sono equiparate. Francesco e Silvano chiariscono la loro situazione e tornano sul set con un grande spavento.
Passano pochi giorni e i due sono nuovamente arrestati. I loro passaporti vengono trattenuti. La pena prevista: da sette a quindici anni di carcere. I due sanno bene di essere vittime di un equivoco.
Le armi sono giunte in Kenya il 19 giugno, alcuni giorni prima del loro arrivo e per questa ragione non possono essere i responsabili del crimine loro imputato: si dichiarano non colpevoli.



Il tribunale fissa una cauzione in attesa del processo:  500 mila scellini a testa (poco meno di 5.500 euro). Il giudice non vuole contanti, ma chiede garanzie e soprattutto chiede che il pagamento venga effettuato con dei libretti di circolazione, per paura che i due possano fuggire con le auto della produzione.
Francesco e Silvano riescono a pagare con l’aiuto di alcune personalità locali, ma i loro passaporti sono ancora trattenuti dalle autorità. Per loro si prospettano giorni difficili in Kenya. La produzione del film è infatti scappata con tutta la troupe, rientrando precipitosamente in Italia. Francesco e Silvano sono soli.
Inizia un lento e progressivo lavoro per ottenere il permesso di rientrare in Italia. Francesco manda lettere, fax, mail. Contatta amici, conoscenti. E chiunque possa dare loro una mano. Un lavoro continuo che coinvolge, oltre alle sedi diplomatiche e le autorità politiche, esponenti del giornalismo, come Massimo Alberizzi,  vip e star dello spettacolo, come Emilio Fede, Flavio Briatore e Naomi Campbell. Il 24 agosto, Francesco e Silvano rientrano in Italia con la voglia di capire cosa è successo in Kenya e di chi siano le responsabilità.
Chi doveva vigilare sull’arrivo delle armi? Chi le ha portate in Kenya? Chi le ha sdoganate? E soprattutto come mai la Dania film non ha aiutato i suoi due collaboratori? In studio, ad aiutarci a rispondere a queste domande, oltre al fotografo di scena Luigi Fraboni, gli avvocati Alberto Gallotti e Carlo Rienzi e il vice direttore generale Italiani all’Estero, Gioacchino Trizzino. E naturalmente, il nostro avvocato di fiducia, Ugo Ruffolo.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 15 ottobre 2007 )
 
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