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Il Quotidiano del Cinema
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Il Quotidiano del CInema
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Anteprima mondiale al Festival di Toronto per "Di madre in figlia" di Davide ...
Anteprima mondiale al prossimo Festival di
Toronto (4-13 settembre) per Di madre in figlia, prodotto dalla Rossofuoco di Davide Ferrario, per la
regia di Andrea Zambelli. Unico documentario italiano selezionato dal Festival
- che due anni fa tenne a battesimo La
strada di Levi diretto da Ferrario - racconta una scheggia di
storia patria. Dove, se l'icona è la conturbante Silvana
Mangano in Riso amaro, la sua
leggenda assolutamente concreta è un gruppo di venti donne, molte delle quali
ottantenni, che vanno in giro di festa in sagra, a cantare le stesse canzoni,
di protesta, d'amore, di malinconia, che usavano cantare in risaia molti
decenni fa: il Coro delle Mondine di Novi. Da queste donne, e dalle loro figlie
che le affiancano perpetuandone tradizione e memoria, Di madre in figlia si lascia affascinare:
seguendo il flusso dei loro ricordi, partecipando agli entusiasmi per le
tournée di oggi, documentando intrecci e consonanze culturali e artistiche
impensabili, come quello con l'elettro-folk dei Fiamma Fiumana che
accompagna i concerti del Coro.
Pane, rose ed elettronica. Il film documentario, di 80', è stato
realizzato con il sostegno di: Fondazione Cassa di Risparmio di Modena,
Programma MEDIA, Piemonte Doc Film Fund, Provincia di Modena.
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Primo ciak per "Natale a Rio de Janero", sintesi tra i "Blues ...
Quest'anno il "film di Natale", che compie
venticinque anni, si gira in Brasile. Dopo il grande successo di «Natale in
crociera», primo incasso dell'anno su 350 film usciti sul territorio italiano,
con oltre 27 milioni di euro di incasso, prendono il via oggi le riprese di
«Natale a Rio De Janeiro», la nuova commedia prodotta da Aurelio e Luigi De Laurentiis
e diretta da Neri Parenti, che uscirà nelle sale il prossimo 19 dicembre,
distribuito da Filmauro. Protagonista ancora una volta Christian De Sica e con
lui Michelle Hunziker e Fabio De Luigi, di nuovo in coppia dopo «Natale in
crociera», Massimo Ghini, interprete anche dei precedenti «Natale a Miami» e
«Natale a New York»,
Paolo Conticini e i giovanissimi Ludovico Fremont, star de «I Cesaroni», ed
Emanuele Propizio, già visto accanto a Carlo Verdone in «Grande grosso e...
Verdone» e nella serie tv «I liceali». «Quest'anno - dice il produttore Aurelio
De Laurentiis- ricorre il venticinquesimo anniversario del film di Natale che
resta il film più amato dagli italiani. Dalla Cortina del 1983 al Brasile del
2008. Nella magica Rio de Janeiro, nel paese che tira di più nel mondo
occidentale. Con la sua musica sempre innovatiava -continua- la sua
architettura dalle linee circolari e sensuali e soprattutto con uno
spregiudicato sistema energetico alternativo che utilizza la canna da zucchero
al posto del petrolio rendendolo indipendente dal mondo arabo. È Rio sicuramente
la protagonista del prossimo Natale, ma forse anche del nostro futuro. Rio de
Janeiro è da sempre al centro di grande popolaritè e glamour -afferma il
produttore Luigi De
Laurentiis - a
Natale porteremo a tutti gli italiani la samba, lo spirito
carioca, il sole di questa incredibile città. L'arrivo di due nuovi attori come
Ludovico Fremont ed Emanuele Propizio, il ritorno di Massimo Ghini, la grande
riconferma femminile di Michelle Hunziker, insieme con Christian De Sica e
Fabio De Luigi sono alcuni degli ingredienti vincenti per il prossimo Natale».
«Per questa mia nuova commedia di Natale -aggiunge Christian De Sica- vado in
vacanza in Brasile. Ma questa volta niente amante. Volo a Rio de Janeiro per
un'avventura all'insegna del divertimento e di tante risate con un amico e quei
discoli dei nostri figli». «L'affetto che il pubblico mi ha dimostrato lo
scorso anno è uno dei motivi che mi hanno spinto verso questa mia seconda
esperienza in un film di Natale -spiega Michelle Hunziker- in Brasile sarà la
più bella vacanza di lavoro della mia vita». «Con 'Natale a Rio de Janeriò
punto alla trilogia come 'Il signore degli anellì», scherza Fabio De Luigi,
protagonista per il terzo anno consecutivo del film di Natale, dopo «Natale a New York» e «Natale in
crociera». «Christian mi ha convinto di nuovo -sottolinea Massimo Ghini- mi ha
promesso una vacanza da sogno in Brasile. Mamma mia...». Alla regia del suo
dodicesimo film di Natale, Neri Parenti assicura: «Questo film sarà una sintesi
tra i 'Blues Brothers' ed 'Harry ti presento Sally'».
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Dalle Olimpiadi al grande schermo. Offerta cinematografica per Lin Miaoke
La bambina di 9 anni che ha «cantato» in playback al posto
della vera interprete (considerata meno telegenica) alla cerimonia d'apertura
delle Olimpiadi, ha ricevuto un'importante offerta per comparire in una
pellicola cinematografica che sarà girata in Cina. Per una sua apparizione di
soli tre minuti in un film di cui si conosce già il titolo «Nu Li» (che può
essere tradotto in «La gara»), la produzione si è detta pronta a sborsare
600mila yuan (pari a 88mila dollari). Secondo quanto scrive un quotidiano
locale, alla piccola Lin Miaoke è stato proposto di recitare nel ruolo di una
damigella che porta i fiori durante un matrimonio. Lin è ormai una 'star' di
livello mondiale, malgrado sìa emerso che la sua partecipazione
all'inaugurazione dei giochi olimpici era viziata dal playback. Al momento,
secondo quanto riferisce il giornale, non è noto se l'offerta è stata
accettata. Yang Peiyi, 7 anni, la bambina che ha prestato la sua melodica voce,
ma non il volto, per l'interpretazione canora definita 'incantevolè dai
commentatori delle tv occidentali, era stata tagliata fuori dall'evento per far
posto a Lin, il cui aspetto è stato ritenuto più mediatico.
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Per Tom Cruise un'estate tormentata tra luci ed ombe
Non passa giorno, nell'ultima settimana, che i media
americani non parlino di Tom Cruise. Tra le immagini del sereno idillio con la
moglie Katie Holmes, le notizie del suo abbandono del thriller Edwin A. Salt
(sembra perchè avesse chiesto troppi soldi) in cui lo sostituirà Angelina
Jolie, le critiche entusiastiche per Tropic Thunder, e l'annuncio dell'addio da
parte della sua socia Paula Wagner alla United Artists, la storica casa di
produzione che con il divo stava rifondando da due anni. Un bailamme di
informazioni che stanno facendo scatenare gli analisti sullo stato di salute
della carriera della star di Mission Impossible. C'è chi vede rosa, soprattutto
grazie al plauso della critica ricevuto da Cruise per la performance in Tropic
Thunder, la commedia di e con Ben Stiller, uscita il 13 agosto negli Stati
Uniti e dal 24 ottobre nelle sale italiane. Nel film, una scatenata parodia dei
film di guerra e dei meccanismi che muovono Hollywood, il divo di Mission
Impossible interpreta un produttore grasso, quasi calvo, cinico, sboccato e
appassionato di rap (tanto da prodursi in balletti scatenati). Una prova che
potrebbe far rialzare le azioni dell'attore, dopo due anni di attacchi da parte
dei media, legati ai suoi comportamenti sopra le righe, all'impegno sempre più
attivo come membro di Scientology e agli incassi deludenti dei suoi ultimi
film. Per Ron Grover di Business Week «i giornalisti che hanno amato odiare
Cruise da quando si è messo a saltare sui divani nel talk show di Oprah
Winfrey, nel 2005, vedranno (in Tropic Thunder, ndr) un attore che non
considera più il mondo un suo puntaspilli personale». Il successo di Tropic
Thunder, potrebbe anche fare da volano, secondo Grover, al discusso Valkyrie il
film di Bryan Singer (l'uscita negli Usa, dopo vari rinvii è ora fissata per il
26 dicembre), in cui l'attore interpreta Claus Von Stauffenberg, l'ufficiale tedesco
che capeggiò un attentato contro Hitler. Restano però i dubbi sul futuro
dell'attore, che in seguito al benservito ricevuto, dopo 14 anni di successi,
dalla Paramount (proprio per i suoi 'bizzarrì comportamenti), aveva rimesso in
piedi, due anni fa, con l'amica e socia Paula Wagner l'attività produttiva
della United Artists, stringendo un accordo con la Mgm, proprietaria del
marchio. Un'avventura cominciata male, con il flop di Leoni per Agnelli e
proseguita con la lavorazione tormentata e le polemiche su Valkyrie. E ora che
la Wagner ha abbandonato il posto di amministratore delegato, il destino di
Cruise nella società sembra legato al destino del film di Singer. Una nuova
'bottà che arriva proprio in un periodo nel quale l'attore si stava impegnando
per migliorare la sua immagine attraverso apparizioni televisive più pacate e
un nuovo elegante sito ufficiale con cui celebra i 25 anni dal suo primo grande
hit, Risky Business. Anche a livello attoriale, sembra volersi rinnovare,
lasciando un pò da parte i ruoli 'action' per esplorare più a fondo le sue doti
comiche. Ha infatti tre progetti 'leggerì in cantiere: la commedia romantica
Men di Todd Phillips, su un uomo che, per salvare il suo matrimonio, si finge
amico dell'amante della moglie; The Hardy men di Shawn Levy, sempre con Ben
Stiller, in cui i due attori dovrebbero interpretare i protagonisti (cresciuti)
di una famosa serie di romanzi gialli per ragazzi, e Food Fight nel quale
Cruise è in predicato per recitare uno chef snob che viene costretto ad andare
a cucinare nella mensa di una scuola. Non manca però fra i possibili film,
anche un thriller, The tourist (stesso titolo ma progetto diverso da quello a
cui sta lavorando George Clooney), remake di un film francese del 2005.
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Poster provocatorio per docu-commedia su religioni
Tre scimmie, una con il cappello degli ebrei ortodossi e al collo la
Stella di David che si copre gli occhi, una con la mitra bianca del Papa e la
croce che si tappa le orecchie, la terza con la mezzaluna e il kufi (copricapo
indossato dai musulmani) che si copre la bocca, campeggiano sul poster canadese
di Religulous, il mix fra documentario e commedia di Larry Charles (il regista di Borat) in
uscita negli Usa e in Canada ad ottobre. Si tratta di una docu-comedy
dall'approccio assai poco convenzionale al tema della religione, tanto che la
sua uscita negli Usa è stata rimandata più volte. Inoltre, rispetto al Canada,
nei due poster utilizzati finora per il mercato statunitense si è preferito un tono
piu soft: nel primo si vede la faccia sorridente di Maher su un toast a mò di
sindone, e nel secondo il volto dell'attore prende forma tra le nuvole. Nel
film Bill Maher un attore-conduttore di programmi tv satirici, noto negli Stati
Uniti per la sua vena dissacrante, passa ironicamente rassegna il concetto di
fede e gli eccessi delle religioni e di credi assortiti in tutto il mondo. «Con
fanatici religiosi come Bush e Osama Bin Laden alla ribalta nel mondo, il mio
smascherare l'uomo dietro le quinte aveva bisogno di una platea più ampia di
quella della televisione di tarda serata. Volevo fare un documentario e volevo
che fosse divertente - spiega l'attore nelle note di produzione della pellicola
-. D'altronde siccome non c'è niente di più ridicolo degli antichi miti che
oggi sopravvivono nelle religioni, questo film tenterà di essere veramente
esilarante. A meno che tu non sia un religioso. In quel caso potrebbe non
piacerti».
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Pillole da Hollywood
Orlando Bloom reciterà in un film sul
conflitto di Sarajevo. L'attore inglese, protagonista al
fianco di Johnny Depp della fortunata trilogia della Disney, Pirati dei
Caraibi, prenderà parte ad un film indipendente per raccontare la vita nella
città di Sarajevo durante la guerra dei primi anni Novanta nell'ex-Jugoslavia.
La pellicola, ancora senza titolo, sarà diretta dal brasiliano Andrucha
Waddington e ispirata al romanzo Fools Rush In, pubblicato nel 2004 dallo
scrittore e regista americano Bill Carter, che ha lavorato con diverse
organizzazioni umanitarie nella capitale bosniaca tra il 1992 e il 1995.
Proprio Bloom, che deve la sua fama a super-produzioni come Pirati dei Carabi e
la trilogia de Il signore degli anelli di Peter Jackson, dove indossava i panni
dell'elfo Legolas, prende ora le distanze dalle Major.
Guai giudiziari per Vanessa Hudgens. La star del
film High School Musical, rischia di dover pagare cinque milioni di dollari al
produttore musicale Johnny Vieira per la violazione di un vecchio contratto
discografico. Come precisato nella documentazione depositata presso la corte
superiore di Los Angeles, l'attrice ventenne, oggi idolo di milioni di
adolescenti, aveva firmato l'accordo con Johnny Vieira diversi anni fa, quando
ancora era minorenne. In base al contratto avrebbe dovuto pagare una
percentuale al produttore sui diritti d'autore e il merchandising. Secondo
Viera è stato tutto rispettato fino al 2006, quando la giovane attrice è
diventata Gabriella Montez nel primo capitolo del film della Disney: da allora
sostiene di non essere stato più pagato, nonostante il contratto sia ancora
valido.
Salma Hayek si concentra sempre più sulla
produzione. L'attrice messicana, già produttrice della fortunata
serie tv con America Ferrera, Ugly Betty, ha annunciato adesso di avere in
cantiere un nuovo programma. Si tratterà di un reality show, ancora senza
titolo, su coppie alle prese con i preparativi del matrimonio. Salma Hayek
proprio qualche settimana fa aveva annunciato la fine della relazione, a pochi
mesi dalle nozze, con il milionario francese Francois Henry Pinault e forse
proprio a causa della sua esperienza, ha scelto di produrre un programma tutto
incentrato sul tema dei matrimoni.
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"Gomorra gran film noir". Positiva la critica francese
"Gomorra, la realtà sordida della
mafia napoletana". Con questo titolo si apre lo speciale che "Le
Monde" dedica al film di Matteo Garrone che uscirà in Francia domani. Secondo
il quotidiano francese, senza lirismo ma con una grande sensibilità, Garrone
offre un'implacabile antitesi al Padrino di Francis Ford Coppola: nel film c'è
lo stesso quadro di desolazione. La differenza è l'assenza di fascinazione. Per
Le Monde Gomorra è un grande film noir ed è senza dubbio nella trattazione
sensibile, sia sul piano plastico sia su quello della drammaturgia, della
corruzione e dello scacco morale provocato dalla mafia che Garrone riesce nella
sua opera conferendogli un'importante portata estetica e politica. Quando il
produttore Domenico Procacci gli ha proposto di fare questo film, tratto dal
romanzo omonimo di Roberto Saviano Garrone ha pensato - dice in un'intervista a
Le Monde - che "era un'occasione di fare un film differente di quelli che
si fanno di solito sulla Mafia. Mia madre è napoletana, ma ho voluto raccontare
questa storia come una metafora di qualcosa di più universale, svincolata da una
connotazione puramente locale". Alla domanda perché la Camorra lo ha
lasciato girare il film mentre al contrario ha minacciato di morte Saviano,
Garrone ha risposto che "il libro è un'inchiesta che denuncia i
responsabili della Camorra. Il film si concentra sulle persone che subiscono
questa situazione. Credo anche non si aspettasse che il film avesse un tale
successo a livello internazionale. Inoltre il cinema esercita un grande fascino
sui criminali". A
Napoli Garrone, dopo la fine delle riprese di Gomorra non c'è
più ritornato. "È una città complicata che richiede molte energie".
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Lina Wertmüller: "Girerò a Napoli il mio film sul microcredito"
Un legame fortissimo quello che lega Lina Wertmuller a Napoli: "Pasqualino
Settebellezze", "Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti",
"Io speriamo che me la cavo" fino al recente speciale del Tg1 "Monnezza
è bellezza". Questi i titoli dei suoi lavori "partenopei", rafforzati
dalla presenza della regista a
Ravello, dove dirige la sezione cinematografica del festival.
Ma non è finita qui, infatti la Wertmuller sta ultimando i preparativi per le
riprese di "Mannaggia la miseria", il suo nuovo film che sarà
girato interamente a
Napoli "Il film-spiega la regista- è realizzato grazie
alla Titania di Ida Di
Benedetto, grande attrice diventata una produttrice
sensibilissima, e prende spunto dal libro "Il banchiere dei poveri"
del premio Nobel Muhammad Yunus. Yunus ha avuto un'idea geniale e
coraggiosa: investire sul lavoro, dando fiducia ai poveri e agli sfruttati del
Bangladesh, specialmente alle donne, che in quel Paese e per quella cultura
contano poco o nulla. Convincere una banca a prestare soldi a chi non ne ha
sembra follia, ma il sistema funziona, sino ad oggi il meccanismo del
microcredito ha toccato cinque milioni di persone, soprattutto donne, in 58
nazioni". E che c'entra Napoli? All'orizzonte vede una crisi
economica da terzo mondo? "No, proprio no. Ho scritto io la
sceneggiatura, alla cui versione definitiva ha poi collaborato Ivan Cotroneo.
Diciamo che dei giovani studiosi delle teorie di Yunus provano a metterle in
pratica a Napoli. Che, mettiamolo subito in chiaro, non è il Bangladesh, non ci
sono nemmeno i barboni per strada come a New York. Affronto il tema della nuova
povertà, racconto disagi sociali meno palesi, ma a cui può essere applicata con
successo la teoria economica del Premio Nobel. Come Yunus, anche io nel film privilegio
le donne come motrici di una cultura del rinnovamento sociale, ma preferirei
adesso appellarmi al top secret, non fosse altro che per scaramanzia". Si
parla di provini per il film. "Cerco un giovane cantante neomelodico, ma
anche dei rapper. Servono alla storia, non alla colonna sonora, per quella
conto di avere, assieme ai miei collaboratori abituali, Lilli Greco e Lucio
Gregoretti, anche gli Avion Travel, con cui ho già lavorato". Le riprese
sul set inizieranno il 28 settembre, con protagonisti "Sergio Assisi e
Gabriella Pession, che avevo lanciato in "Ferdinando e Carolina",
un altro dei miei tanti film "napoletani", più un terzo giovane
attore, bravissimo anche se sconosciuto. Al loro fianco ci saranno prestigiose
partecipazioni: Luca De
Filippo, Roberto Herlitzka, Piera Degli Esposti, per un film
corale, un altro gesto d'amore verso una città che adoro. Lo dico da anni
e lo ripeto: prima di morire voglio avere la doppia cittadinanza, essere
considerata romana-napoletana. Mio nonno era napoletano ed Enrico Job era nato
in via Chiatamone".
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Johnny Depp e Philip Seymour Hoffman i candidati per il prossimo Batman
Sull'onda del successo che Il Cavaliere Oscuro di
Christopher Nolan sta ottenendo al box office, le case di produzione di
Hollywood stanno già pensando a un nuovo capitolo sulle avventure di Batman. Secondo
indiscrezioni pubblicate dal Daily Telegraph, i candidati più probabili per il
prossimo film sull'uomo pipistrello sarebbero Johnny Depp e Philip Seymour
Hoffman. Il camaleontico Depp sarebbe in lizza per interpretare l'Enigmista,
mentre Seymour Hoffmann, premio Oscar nel 2005 per Truman Capote, potrebbe
vestire i panni del Pinguino, altro personaggio che compare nei fumetti della
DC Comics. Dopo il famigerato Joker, ovvero lo scomparso Heath Ledger in The
Dark Knight, i prossimi «cattivi» - se la pellicola si farà - saranno in realtà
due ritorni. L'Enigmista infatti è già stato portato sul grande schermo da
Frank Gorshin in Batman del 1966 e da Jim Carrey in Batman Forever di Joel
Schumacher del 1995. Il ruolo del Pinguino invece è stato di Danny DeVito in
Batman Returns del 1992 di Tim Burton.
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Pillole da Hollywood
Colin Firth affiancherà Ben Barnes in Dorian Gray, pellicola
diretta da Oliver Parker ispirata a Il ritratto di Dorian Gray, il classico di
Oscar Wilde. Il film racconterà la storia del personaggio che da titolo al
romanzo, interpretato da Barnes, un uomo che conduce una vita ogni giorno più
dissoluta ma rimane sempre giovane: tutti segni dei suoi peccati e della sua
vecchiaia, infatti, si vedono soltanto in un dipinto che lo ritrae. Firth interpreterà
Lord Henry Wotton, l'aristocratico che corrompe Gray con la sua visione
perversa del mondo. Le riprese della pellicola inizieranno nelle prossime
settimane, L'attore inglese di 48 anni è al momento nelle sale con il musical
mamma Mia! dove recita al fianco di Meryl Streep e Pierce Brosnan, e
affiancherà presto Jim Carrey e Gary Oldman del nuovo lavoro di Robert
Zemeckis, A Christmas Carol. - Prince of Persia non arriverà al cinema. La
produzione del nuovo film della Disney, adattamento cinematografico del
popolare videogame della Ubisoft, è infatti stata rimandata. La pellicola, che
sarà interpretata da Jake Gyllenhaal e Ben Kinglsley, sarebbe dovuta uscire la
prossima primavera, ma adesso i produttori fanno sapere che bisognerà attendere
almeno fino al 2010. Prince of Persia sarà prodotto da Jerry Bruckheimer, che
spera di ripetere il successo di Pirati dei Caraibi puntando ancora una volta
su un film in costume. Le riprese del film, che sarà diretto da Mike Newell,
sono iniziate nei giorni scorsi in Marocco. A causare il rinvio sarebbero stati
alcuni problemi nello sviluppo degli effetti speciali. - La vita di Buzz Aldrin
diventa un film. È stato il secondo uomo a mettere piede sulla Luna e adesso la
sua vita diventa un film. L'ex-astronauta Buzz Aldrin, in occasione della prima
del cartone animato Fly Me to the Moon, dove presta la voce a uno dei
protagonisti, ha rivelato al settimanale People di essere in trattative per
portare sul grande schermo un film ispirato alla sua storia. Aldrin, 78 anni,
sbarcato sulla Luna insieme a Neil Armstrong il 20 luglio 1969 con l'Apollo 11, ha anche spiegato di
avere già in mente un'attrice che potrebbe interpretare sua moglie Lois Cannon,
sposata oltre vent'anni fa. Si tratta di Reese Witherspoon, premio Oscar nel
2005 per Walk the Line. Aldrin ha spiegato di essere rimasto impressionato
dall'attrice di 32 anni proprio nel film diretto da James Mangold, dove vestiva
i panni di June Carter, compagna dell'icona della musica country Johnny Cash.
«June assomigliava molto alla mia Lois», ha spiegato l'ex-astronauta, «Forse
perchè ha avuto la forza di starmi vicino anche negli anni del post-Apollo 11. A partire dal 1972
infatti, quando mi sono ritirato, anche io ho sofferto di depressione e ho
avuto problemi con l'alcol».
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Festival di Venezia - il Programma ufficiale
CONCORSO
-
The Wrestler, di Darren Aronofsky (USA)
-
The Burning Plain, di Guillermo Arriaga (USA)
-
Il papà di Giovanna, di Pupi Avati (Italia)
-
BirdWatchers, di Marco Bechis (Italia)
-
L'Autre, di Patrick Mario Bernard e Pierre Trividic (Francia)
-
The Hurt Locker, di Kathryn Bigelow (USA)
-
Il seme della discordia, di Pappi Corsicato (Italia)
-
Rachel Getting Married, di Jonathan Demme (USA)
-
Teza, di Haile Gerima (Etiopia, Germania, Francia)
-
Paper Soldier, di Aleksey German Jr. (Russia)
-
Süt, di Semih Kaplanoglu (Turchia, Francia, Germania)
-
Akires to Kame, di Takeshi Kitano (Giappone)
-
Ponyo on Cliff by the Sea, di Hayao Miyazaki (Giappone)
-
Vegas: Based on a True Story, di Amir Naderi (USA)
-
The Sky Crawlers, di Oshii Mamoru (Giappone)
-
Un giorno perfetto, di Ferzan Özpetek (Italia)
-
Jerichow, di Christian Petzold (Germania)
-
Inju, la Bête dans l'Ombre, di Barbet Schroeder (Francia)
-
Une nuit de chien, di Werner Schroeter (Francia, Germania, Portogallo)
-
Gabbla, di Tariq Teguia (Algeria, Francia)
-
Plastic City, di Yu Lik-wai (Brasile, Cina, Hong Kong/Cina, Giappone)
FUORI CONCORSO
-
Puccini e la fanciulla, di Paolo Benvenuti (Italia)
-
Yuppi Du, di Adriano Celentano (Italia)
-
Burn After Reading, di Ethan e Joel Coen (USA)
-
35 Rhums, di Claire Denis (Francia)
-
Cry me a river, di Jia Zhangke (Cina, Spagna, Francia)
-
Shirin, di Abbas Kiarostami (Iran)
-
Tutto è musica, di Domenico Modugno (Italia)
-
Vicino al Colosseo...c'è Monti, di Mario Monicelli (Italia)
-
Do Visivel ao Invisivel, di Manoel de Oliveira (Brasile, Portogallo)
-
Orfeo 9, di Tito Schipa (Italia)
-
Les Plages d'Agnès, di Agnès Varda (Francia)
-
Vinyan, di Fabrice Du Welz (Francia, Gran Bretagna, Belgio)
-
Encanaçao do demonio, di José Mojica Marins (Brasile)
-
Nel blu dipinto di blu, di Piero tellini (Italia)
EVENTI FUORI CONCORSO
-
Bajo el Signo de las Sombras, di Ferrán Alberich (Spagna)
-
Vida en Sombras, di Lorenzo Llbobet Gracia (Spagna)
-
Kettô Takadanobaba, di Masahiro Makino e Hiroshi Inagaki (Giappone)
-
La rabbia, di Pier Paolo Pasolini (Italia)
In collaborazione con il Far East Film Festival di Udine:
-
Monster X Strikes Back: Attack the G8 Summit!, di Minoru Kawasaki (Giappone)
-
Queens of Langkasuka, di Nonzee Nimibutr (Tailandia)
ORIZZONTI
-
Goodbye Solo, di Ramin Bahrani (Usa)
-
A Erva do Rato, di Julio Bressane, Rosa Dias (Brasile)
-
Parc, di Arnaud des Pallières (Francia)
-
Melancholia, di Lav Diaz (Filippine)
-
Un lac, di Philippe Grandrieux (Francia)
-
Dikoe Pole (Wild Field), di Mikhail Kalatozishvili (Russia)
-
Il primo giorno d'inverno, di Mirko Locatelli (Italia)
-
Voy a explotar, di Gerardo Naranjo (Messico)
-
Jay, di Francis Xavier Pasion (Filippine)
-
Pa-ra-da, di Marco Pontecorvo (Italia, Francia, Romania)
-
Zero Bridge, di Tariq Tapa (India / Usa)
-
Puisque nous sommes nés, di Jean-Pierre Duret, Andréa Santana (Francia, Brasile)
-
Women, di Huang Wenhai (Cina, Svizzera)
-
In Paraguay, di Ross McElwee (Usa)
-
Z32, di Avi Mograbi (Israele, Francia)
-
Below Sea Level, di Gianfranco Rosi (Italia, Usa)
-
Los Herederos, di Eugenio Polgovsky (Messico)
-
L'Exil et le royaume, di Andreï Schtakleff, Jonathan Le Fourn (Francia)
- + 2 Film Sorpresa
EVENTI ORIZZONTI
-
Verso Est, di Laura Angiulli (Italia, Bosnia Erzegovina)
-
ThyssenKrupp Blues, di Pietro Balla, Monica Repetto (Italia)
-
La fabbrica dei tedeschi, di Mimmo Calopresti (Italia)
-
Soltanto un nome nei titoli di testa, di Daniele Di Biasio (Italia)
-
Antonioni su Antonioni, di Carlo Di Carlo (Italia)
-
Venezia '68, di Antonello Sarno (Italia)
-
Valentino: The Last Emperor, di Matt Tyrnauer (Usa)
La 65ma Mostra Internazionale d'Arte cinematografica, diretta per il quarto anno consecutivo da Marco Muller, verrà inaugurata dal nuovo film dei fratelli Coen Burn After Reading che vede protagonisti George Clooney, Brad Pitt, Frances McDormand, Tilda Swinton e John Malkovich. A giudicare i film del concorso Venezia 65 sarà una giuria presieduta da Wim Wenders e composta da Juriy Arabov, Valeria Golino, Douglas Gordon, John Landis, Lucrecia Martel e Johnnie To.
da: comingsoon.it
-
Fiuggi Family Festival: presentato Il Manuale del Genitore Perfetto contro la Tv Baby Sitter
"Gli errori di mamma e
papà: guida pratica per non sbagliare più" è il titolo del libro
presentato al Fiuggi Family Festival, la manifestazione cinematografica
dedicata alla famiglia, che si svolge nella cittadina laziale per la
sua prima edizione, sotto la presidenza di Gianni Astrei. E proprio
lui, pediatra e padre di quattro figli, nonché presidente e ideatore
del primo Fiuggi Family Festival, è co-autore insieme alla moglie Antonella
di un'opera che sembra nata dall'esigenza di far riscoprire ai genitori
il valore di un'aperta, reciproca e costante comunicazione. Come gli
autori sottolineano, "i genitori non possono permettersi di abbandonare
i propri bambini davanti alla Tv, nel tentativo di compensare le proprie
assenze, troppo spesso dovute al tentativo affannoso di far quadrare
il bilancio familiare a fine mese. E non basta assecondare i loro bisogni
materiali, indotti dalla televisione stessa, per non farli sentire abbandonati.
In realtà - confessano i coniugi Astrei - non significa nulla
essere dei genitori perfetti se non si riesce a parlare con i propri
figli." Il tema non avrebbe potuto inserirsi in un contesto migliore
del Festival di Fiuggi. Oltre alla proiezione quotidiana di pellicole
nazionali ed internazionali selezionate sulla base della loro idoneità
per un pubblico familiare, la manifestazione sta ospitando numerosi
incontri e dibattiti incentrati sull'approfondimento dei temi legati
ai nuovi e vecchi linguaggi mediali, e sul rapporto di questi con il
pubblico, con una particolare attenzione verso il pubblico dei bambini
e dei ragazzi.
-
Renzo Piano: bene il cinema all'Auditorium
Renzo Piano,
soddisfatto dell'accordo tra Festival Internazionale del Film di Roma e Santa
Cecilia, ha dichiarato da Parigi: "Sono felice che il Festival sia
stato riconfermato all'Auditorium. Questo complesso è sempre stato
pensato e progettato come una macchina urbana polivalente, dove la
sacralità della musica sinfonica viene contaminata dal quotidiano,
dalle mostre, dai dibattiti. Proprio per questo, ho sposato con
entusiasmo l'idea di rendere sia le sale che gli spazi esterni
idonei al cinema adeguandoli alle esigenze tecniche delle
proiezioni ed integrando con elementi aggiuntivi, pannelli,
tende e cabine di proiezione, l'acustica delle sale.Auguri di
grande successo per il Cinema a
Roma".
-
Al via il Fiuggi Family Festival: Festival del Cinema dedicato alla famiglia
L'anteprima mondiale di
Donkey Xote, cartone animato europeo distribuito in Italia dalla
Moviemax di Guglielmo Marchetti, l'anteprima di Narnia Il Principe
Caspian della Disney, e di Ben 10 Corsa contro il tempo di
Cartoon Network sono tra gli eventi più attesi dell'edizione zero
del Fiuggi Family Festival che è iniziata ieri e proseguirà fino al
3 agosto 2008.
Il Festival si avvale della
collaborazione del Forum delle Associazioni Familiari e si svolge con
il sostegno della Direzione Generale del Cinema del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali.
Nel concorso è prevista la
proiezione di circa dieci film inediti in Italia provenienti da tutto
il mondo.
Le Cronache di Narnia
- Il Principe Caspian di Andrew Adamson, in uscita nelle sale
italiane il prossimo 14 agosto, è stato proiettato ieri alla serata
inaugurale.
Dalla Mikado, Moviemax e Lux
Vide le altre, altrettanto attese, anteprime del primo festival cinematografico
dedicato al cinema per la famiglia: il film spagnolo d'animazione
Donkey Xote, produzione europea acquisita da Moviemax che sfida
la grande animazione americana con la trasposizione in cartoon dell'eroe
di Cervantes; il film vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes
di quest'anno, Entre Les Murs di Laurent Cantet, distribuito
da Mikado; la versione restaurata de L'albero degli zoccoli
di Ermanno Olmi, che sarà presentata a Fiuggi dallo stesso regista;
e Bella, film già vincitore del premio del pubblico al Festival
di Toronto, distribuito in Italia da Lux Vide.
Oggi è previsto un convegno
su "Televisione, infanzia, futuro" al quale parteciperanno
tutti i players del mercato italiano: Mediaset, l'Antoniano di Bologna,
Nickelodeon, Cartoon Network e RaiSat ragazzi. Ospite d'eccezione dell'incontro
sarà Iginio Straffi di Rainbow, l'inventore del successo mondiale delle
Winx.
I bambini e i loro genitori
sono considerati a pieno titolo i primi protagonisti della kermesse
fiuggina, una pioggia di gadget e informazioni in anteprima li aspettano
anche al grande evento speciale in programma dedicato alla presentazione
dei palinsesti autunnali dei principali canali a target kids, ossia
Rai e Mediaset, i canali satellitari e sul digitale terrestre del gruppo
Turner, Jetix e Gxt, il canale Nickelodeon, il gruppo Raisat.
"Si tratta del primo
festival interamente dedicato all'intrattenimento familiare -
spiega Gianni Astrei presidente e fondatore dell'iniziativa, organizzata
con la collaborazione del Forum delle Associazioni Familiari - Vogliamo
offrire alle famiglie italiane un appuntamento interamente dedicato
alle loro esigenze peculiari di utilizzo del tempo libero. Non solo
svago ma anche valori".
A curare la direzione artistica
è stato chiamato Andrea Piersanti, già presidente dell'Istituto
Luce e dell'Ente dello Spettacolo: "Abbiamo pensato ad un
festival che fosse anche un utile strumento di lavoro per le major cinematografiche
- sottolinea Piersanti - La pronta risposta della Disney, ad
esempio, ci ha fatto capire di essere sulla strada giusta. Anche da
Los Angeles hanno prontamente dato l'ok ed è raro per un festival nuovo.
Il target family interessa molto le grandi produzioni cinematografiche
mondiali. Solo quando genitori e figli vanno insieme a vedere lo stesso
film, il botteghino fa registrare record di biglietti venduti. Alla
Universal ci hanno detto, con un sorriso, che se non ci avessimo pensato
noi ad organizzare un'iniziativa del genere in Italia, se ne sarebbero
occupati personalmente".
Fiuggi verrà quindi trasformata
per una settimana in una località aperta alla vacanza intelligente
e colta, con un'offerta integrata del territorio che darà agli ospiti
gli stimoli culturali più vari - compresi quelli storici e artistici
- a cifre estremamente convenienti.
La presenza di pubblico prevista
è di circa 5.000 nuclei familiari e le numerose possibilità offerte
dalla cittadina ciociara e dalla sua regione sono l'ideale cornice
degli appuntamenti della manifestazione.
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Il mio sogno più grande di Davis Guggenheim
Ve
la ricordate Elisabeth Shue? Era la sana biondina acqua e sapone che
convinceva Tom Cruise a smettere i panni del casanova in Cocktail nel
1988 e la prostituta intellettualmente dotata che provava a convincere,
senza successo, Nicolas Cage a non suicidarsi in Via da Las Vegas nel
1995. Per quel ruolo ottenne pure una candidatura all'Oscar. Pochi però
sanno che la giovane Shue in principio non voleva rincorrere personaggi
bensì palloni. Il mio sogno più grande di Davis Guggenheim racconta con
delle libertà la sua storia di giovane bella americana del New Jersey
che vuole diventare calciatrice professionista scontrandosi contro
pregiudizi e diffidenze da parte dei maschietti della zona compreso un
padre per niente ben disposto ad accettare una figlia in scarpini e
parastinchi. Alla base del desiderio calcistico una tragedia: Gracie
(tutti i nomi del film sono cambiati rispetto alla cronaca) vuole
giocare a pallone perché era lo sport più amato dall'adorato fratello
prematuramente scomparso. Film sincero, onesto, per famiglie e fatto in
famiglia: il regista Davis Guggenheim (premio Oscar per aver diretto il
doc Una scomoda verità con Al Gore) è il marito della Shue, la quale
vede il fratello ex calciatore Andrew (era una star della soap Melrose
Place) impegnato nel ruolo di produttore. I buoni sentimenti vincono
anche grazie a una prova convincente di Carly Schroeder nel ruolo della
protagonista Gracie, mentre per l'ennesima volta il cinema perde nella
capacità visiva di rappresentare uno sport difficile da filmare come il
calcio. La Shue recita bene il ruolo di sua madre. Cuore molto,
spettacolo poco. Comunque film medio. Anzi mediano.
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Il "Martini Premiere Award" vetrina per i talenti emergenti del cinema italiano
In occasione
del cinquantesimo anniversario della Terrazza Martini, luogo storico
della città di Milano eletta nel tempo atelier privilegiato del mondo
della cultura, dello spettacolo e del cinema, la Martini&Rossi s.p.a.
ha lanciato il Martini Premiere Award. L'iniziativa è patrocinata
dall'Assessorato allo sport e tempo libero del Comune di Milano ed
è nata con l'obiettivo di riconoscere e premiare i talenti emergenti
del cinema italiano e quegli aspetti, spesso in ombra, fondamentali
per la riuscita di un film: innovazione, promozione, comunicazione,
linguaggio. "Non c'era l'esigenza di replicare premi già esistenti",
afferma l'amministratore delegato di Martini&Rossi Stefano Leonangeli,
"ma piuttosto quella di offrire una vetrina inedita al cinema italiano".
In un'ottica
di innovazione nella tradizione, il progetto si sviluppa in quattro
categorie di premi che verranno attribuiti a produzioni italiane realizzate
nel periodo compreso tra il 1 settembre 2007 e il 30 agosto 2008. Le
categorie prescelte differiscono da quelle tradizionali e, come dichiara
il critico cinematografico nonchè direttore artistico dell'evento
Gianni Canova, "sono legate alla specificità di Milano, città sempre
più internazionale, anche rispetto al cinema". I vincitori verranno
selezionati da una giuria di esperti, presieduta dallo scrittore e sceneggiatore
Vincenzo Cerami, tra cui figurano giornalisti, critici cinematografici
ma anche pubblicitari e un semiologo.
Internazionalità,
innovazione, produzione e comunicazione sono i quattro temi per altrettanti
riconoscimenti, che verranno consegnati nel mese di ottobre 2008: premio
dedicato al film più innovativo (quello che si distingue per l'innovazione
del linguaggio, dell'espressione e delle tecniche cinematografiche),
premio per il costumista, lo scenografo e il designer più originali
e premio speciale all'attore e attrice emergenti del panorama cinematografico
italiano più esportabili all'estero. Inedito, infine, il riconoscimento
al lancio più creativo, cioè alla pellicola che ha saputo adottare
una strategia promozionale coraggiosa ed efficace. Come sottolinea Milka
Pogliani, creativo pubblicitario e giurato, "l'utilizzo degli strumenti
del marketing è fondamentale per raggiungere un determinato target
e sancire l'affermazione di un film". Con l'istituzione di questo
premio la città di Milano compie un ulteriore importante passo verso
il riconoscimento internazionale nell'ambito cinematografico.
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Hellboy 2: The Golden Army di Guillermo del Toro
E' tornato il messicano hollywoodiano. Dei tre registi provenienti
dall'America centrale esplosi agli Oscar 2007 con 16 nomination, Guillermo
Del Toro è, rispetto ai compatrioti Iñárritu e Cuarón, quello che ama di
più l'intrattenimento pop americano e i mostri partoriti dalla veglia
dell'immaginazione. In attesa che il sodalizio più eccitante dai tempi
Spielberg-Lucas prenda forma (Del Toro regista e Peter Jackson produttore
per il futuro Lo Hobbit), il corpulento autore visionario diventato una
star con Il labirinto del fauno riprende per le corna con Hellboy II -
Golden Army il burbero demone che lavora per le forze del bene nato dal
fumetto di Mike Mignola. Già regista del primo Hellboy, il messicano si
scatena con più mezzi, più fiducia da parte dello studio, più possibilità
di approfondire i personaggi. Irritato dal fatto di non poter urlare ai
quattro venti la sua identità di demoniaco agente governativo, il nostro
mostro Hellboy dovrà fronteggiare in questa avventura un principe degli
elfi arrabbiato (Luke Goss ancora in chiave da cattivo scespiriano come
già ai tempi di Blade II), una fidanzata incinta che prende letteralmente
fuoco quando si arrabbia e le solite pastoie burocratiche che minano il
funzionamento dell'Ufficio segreto per la ricerca sul paranormale e la
difesa. Lui è sempre lo stesso: sigaro, pistolone, carnagione rosso fuoco,
trench, corna arrotate e caratteraccio. Per cambiare la sua vita,
diventare un buon padre e salvare il mondo dall'armata di automi micidiali
risvegliati dall'elfo arrabbiato, Hellboy dovrà imparare che la
riflessione viene prima dell'azione. Ricetta Del Toro: personaggi
straordinari in situazioni straordinarie. Il film è un'orgia di creature
fantastiche, oggetti mirabolanti, duelli acrobatici e deliri fantasy da
capogiro. Del Toro è pronto per andare a conquistare la Terra di Mezzo.
Prontissimo.
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La nuova frontiera del cinema mobile
Il trend
di mercato evidenzia una fruizione sempre maggiore di contenuti attraverso
telefonini di ultima generazione. Una
tendenza sempre più in voga è quella del cosiddetto "mobile cinema"
che propone inediti scenari di fruizione: film sul videofonino, sulla
playstation portatile, sul palmare. In Italia, un esperimento in tal
senso è stato lanciato dal gestore telefonico Tre, che ha reso possibile
la fruizione del film Il
Codice da Vinci su videofonino, tivufonino,
memory card e in streaming sul portale mobile Pianeta3. Negli ultimi
12 mesi si sono stimati 300.000 film visti dai clienti 3 Italia. Altra
singolare opportunità e' stata raccolta dal team
di MYmovies. In contemporanea con l'uscita dell'iPhone 3g
in Italia, è stata implementata sul portale una piattaforma mobile.
In particolare, si tratta di una piattaforma, dedicata al cinema e consultabile
tramite iPhone e iPod Touch, che permette la consultazione della programmazione
cinematografica in tutta Italia, l'accesso ai servizi informativi
su cinema e dvd (dalle schede, alle recensioni, alle news) e la visualizzazione
dei Trailers in formato m4v degli ultimi film in circolazione.
Come non citare,
poi, l'idea innovativa nata dall'accordo tra il Sundance Institute
e la GSM
Association (massimo
organismo mondiale di telefonia mobile, che raccoglie 700 operatori
in 215 paesi). La proposta prevede di commissionare a registi indipendenti
la realizzazione di cortometraggi,
della durata di tre-cinque minuti, da trasmettere poi sui telefoni cellulari.
Il cinema,
quindi, diventa sempre più piccolo, compresso nella misura del videofonino
e della consolle portatile. Visioni itineranti, dunque, che cercano
di conquistarsi una fetta di mercato e sostituirsi alle fruizioni collettive
di sala o domestiche. Un nuovo stile di comunicazione disponibile e
interattivo per soddisfare un pubblico viaggiante e una sfida
che vede sempre più autori in prima linea, per spingere il mercato
a lanciare i nuovi film contemporaneamente su diversi supporti.
-
De Laurentiis dà lezione agli americani
Finanziare il
cinema oggi. Questo il tema della tavola rotonda organizzata
nell'ambito dell'Ischia Global Film Festival. Una tavola ricca di
personaggi di spicco del sistema produttivo americano, ma dove ad
imporsi è stato il Presidente della FilmAuro Arelio De Laurentiis: "Il
Cinema è un'industria atipica - esordisce De Laurentiis- non è
ammissibile sentire ancora parlare di finanziamenti, contributi e
simili. Mi dispiace dissentire dai colleghi americani, ma dobbiamo
capire che i film si devono fare secondo le esigenze dei diversi
fruitori". Assieme a De Laurentiis, Mark Canton,
produttore e Comitato promotore Ischia Global, Michael Burns
(vice-chairman Lions Gate Films), Nicola Giuliano (Indigo Film),
Aurelio De Laurentiis (FilmAuro), Ryan Kavanaugh (CEO Relativity
Media), Avi Lerner (president Nu Image), Mike
Nozik (Serenade Films), Valerio De Paolis (Bim Distribuzioni), Ben
Silverman (NBC Universal Tv), Pietro Valsecchi (Tao Films). Insieme a
Paolo Del Brocco (Rai Cinema), Luciano Sovena (Luce), Osvaldo De Santis
(Fox), Richard Borg (Universal), Maurizio Totti (Colorado Film), Gian
Andrea Pecorelli (Aurora Film). De Laurentiis rilancia Cinecittà
Studios anche nel contesto internazionale: "Essendo sempre più privata
- spiega De Laurentiis- sarà più facile fare delle considerazioni e tra
queste anche ipotizzare degli investimenti diretti o indiretti. E'
inutile di parlare di decine di film all'anno, i film da fare sono
massimo 3 e devono essere visti". Aurelio è un fiume in piena: "Una
certa cultura di sinistra, per anni ha criticato tutto ciò che era
globalizzazione e confronto. Io facevo la parte dell'antipatico, poiché
con due film all'anno ero in testa al box office. Per fortuna, non sono
più in minoranza segno che si
sta capendo che direzione prendere".
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Perfect Creature di Glenn Standring
Stranissimo
film Perfect Creature. In un futuro che si trova a metà strada tra la
Londra vittoriana di Jack lo squartatore (quando camminiamo per
strada), la cupissima Los Angeles di Blade Runner (quando la vediamo
dall'alto) e il classismo vampiresco dei romanzi di Ann Rice (quando
vediamo in filigrana la gerarchia sociale), i vampiri sono creature del
bene chiamati la Fratellanza. Grande novità. I succhiasangue sono
buoni. Vegliano su di noi nonostante un atavico pregiudizio nei loro
confronti li porti a girare per strada guardinghi e a frequentare più
quelli della loro specie che non noi poveri esseri umani. La situazione
diventerà ancora più tesa quando uno dei Fratelli deciderà di voler
rompere l'equilibrio tra le due razze contaminando gli umani con un
virus. Chi proverà a fermarlo? Suo fratello vampiro. Horror d'autore
dove il silenzio tra una battuta e l'altra conta più di uno schizzo di
sangue, il film scritto e diretto da Glenn Strandring (regista
neozelandese della paura di classe segnalatosi già con L'inconfutabile
verità sui demoni, grande incasso in patria e fuori) riesce a creare
un'atmosfera densa ed elegante dove gli esseri umani sono sporchi e
nervosi mentre i vampiri sono colti e malinconici. Riusciranno le due
razze a fidarsi finalmente l'una dell'altra? I protagonisti Dougray
Scott (cattivo star in Mission: Impossible II poi finito in disgrazia)
Saffron Burrows (ex musa di Mike Leigh) recitano rispettivamente le
parti del vampiro buono e della poliziotta tenace come se stessero in
un bel dramma d'amore. Sono attori che non appartengono affatto al
genere horror. Ma questo contribuisce al sottile fascino di un piccolo
film che evita sempre il grossolano. Non sarà una creatura perfetta ma
è una dignitosa prova di stile nel genere dell'horror fantascientifico
nonostante i panorami dall'alto della metropoli del futuro sembrano la
brutta copia della Los Angeles di Ridley Scott. La cgi del 2008 è più
brutta dei modellini del 1982.
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